DAIKOKU PARKING AREA


Tappa obbligatoria durante un viaggio in Giappone, ecco la mia esperienza (e qualche consiglio)

Tra i luoghi più visti sui social, videogiochi, vlog e simili del Giappone c’è sicuramente questo parcheggio che ormai tutti conosciamo bene, ma ne faccio una breve presentazione per capire dove siamo:

Daikoku Parking area (Daikoku PA) si trova a Yokohama ed è la più grande area di parcheggio lungo la Shuto Expressway.

Pensata per una sosta durante un viaggio, questo parcheggio è diventato simbolo della cultura automotive giapponese riempiendosi ogni giorno di auto di ogni genere, bippu, drift missile, van, storiche, supercar, stance… Se ti piacciono le auto qui di sicuro troverai qualcosa per te.

Alla domenica mattina si possono trovare più supercar ed auto classiche e se avete la fortuna di essere in zona nei primi giorni dell’anno non potete perdere il New Year Meet che fanno ormai da decine di anni.

Ovviamente nulla è organizzato, si va e basta. E’ un po’ come la cara week before del Gti Treffen al Worthersee ma invece di durare solo un paio di settimane a maggio qui è tutti i giorni dell’anno (sogno)

A Daikoku si può arrivare solo in auto (no taxi, bus, metro) quindi o la noleggiate oppure dovrete conoscere qualche local che vi accompagni.

Io tramite amici in comune ho conosciuto Giacomo che abita a Yokohama e di lavoro vende auto giapponesi per clienti in tutto il mondo. Le trova, le ispeziona e partecipa alle aste (qualche ora prima del nostro incontro si era aggiudicato una Chaser blu destinata in Italia)

Ci scambiamo qualche messaggio su instagram e ci accordiamo per una serata a Daikoku. Prendo il treno a Tokyo e mi dirigo a Yokohama dove salgo sul kei van di Giacomo verso il parcheggio.

Il sole comincia a scendere e l’area è già piena di auto. Con un po’ di fortuna abbiamo trovato la serata perfetta: molte auto, molti local e pochissimi turisti, cosa che rende il ritrovo veramente autentico.

Appena sceso dalla macchina mi trovo davanti una spettacolare e bassissima Corolla. Rimango bloccato a guardarla per qualche minuto, anche per metabolizzare dove mi trovo e cosa sto facendo: una cosa che sognavo da tanto e che sto vivendo con, devo dire, un po’ di pelle d’oca.

Non riesco a decidere da dove iniziare la visita così continuo a camminare lungo la corsia dove era parcheggiata la Corolla per trovare un paio di itasha

Auto europee, giapponesi, classiche, americane, ci sono tutte

Le E36 sono molto amate anche qui. Questa blu è allestita con un raro bodykit del preparatore Iding Power, un tuner che forse pochi conoscono e del quale lascio il link all’articolo su Turnpike

Questa incredibile Skyline HCR32 è un’arma super affilata per la pista; non è solo bella ed aggressiva ma è davvero preparata per il Time Attack: sviluppa 700 cavalli e gira in meno di un minuto sul famoso circuito di Tsukuba!

Mentre mangio un paio di onigiri presi nel konbini Lawson verso l’uscita del parcheggio, sfoglio i kit estetici su Option e spendo le mie monete per i gachapon delle betoniere in miniatura (perchè farsi sfuggire questa occasione, proprio a Daikoku?).

Giro lo sguardo e vedo questa Mercedes molto losca

Lo stile VIP giapponese (bippu) deve proprio fare questo, suscitare l’idea di gangster e di sentirsi in soggezione ad avvicinarsi. Mentre la guardavo e facevo qualche foto avevo davvero paura che dal lato guida uscisse una mano esibendomi il ferro come biglietto da visita.

Torno verso il parcheggio per ritrovare auto meno losche e trovo questa chicca: Daihatsu Charade DeTomaso.

La Charade è una piccola auto costruita dalla Daihatsu dalla fine degli anni 70 fino al 2000.

Questo è il modello del 1995 nella versione Gti. Ma perchè si chiama DeTomaso Bianca?

Perchè nel mercato giapponese, la versione Gti è stata creata in collaborazione con DeTomaso (sì, proprio quello della Pantera e della Mangusta che già da tempo collaborava col marchio), alla quale hanno migliorato le performance montando un albero a camme più spinto e assetto ribassato. Anche il design è stato rivisto dotandola di nuovi paraurti, minigonne, spoiler e loghi DeTomaso su calandra e fiancate. Gli interni prevedevano sedili Recaro e volante Nardi. Figata eh?

Un’auto quindi abbastanza rara da vedere e sicuramente non ce ne saranno altre così basse e sedute su un set di Work Emotion RS11!

Sono circa le 20.30 e la polizia arriva per far sgomberare il parcheggio ed evitare confusione e disagi.

Ritorno sul kei van e Giacomo mi riporta in stazione per tornare a Tokyo, concludendo così una serata indelebile.

Come dicevo prima a Daikoku si arriva solo in auto ed esistono anche dei tour organizzati con alcune famose compagnie. Alcuni anche con auto JDM ma non tutti sono in regola quindi occhio.

Durante la settimana, per i ritrovi serali, l’ideale sarebbe arrivare per le 18 circa così da godersi le auto che arrivano con l’imbrunire. Tenete anche conto che la polizia praticamente ogni sera verso le 20.30 entra e fa sgomberare il parcheggio, quindi non arrivate all’ultimo.

Alla domenica invece per le supercar e classiche, meglio arrivare al mattino abbastanza presto.

La passione è importante ma lo è anche il rispetto della zona e della cultura del Paese.

Se volete più info a riguardo per il vostro viaggio in Giappone scriveteci un dm su instagram alle pagine @spaghettigarage e @customaffairs

P.S.: Appena tornato a Tokyo, ancora gasato dalla serata, sono andato diretto a Shibuya per altro spotting culturale ma questa è un’altra storia..